Programmi

A due violini è un viaggio attraverso le potenzialità armoniche e melodiche di due strumenti identici. Grazie all’interscambio continuo tra i due musicisti, il risultato musicale è vario e ardito. La scrittura musicale senza basso continuo non è così comune nel periodo barocco se non per scopi didattici, infatti si denota particolarmente intenso il legame tra i due compositori che si ascoltano in questo programma: Andrea Zani e Antonio Vivaldi.

L’esecuzione è legata a un fervido lavoro di ricerca filologica. Gli strumenti, gli archi e le corde (oltre all’utilizzo di una tecnica violinistica antica e storicamente informata) sono ricostruzioni fedeli di quello che comunemente si sarebbe trovato a Venezia negli anni 20-40 del XVIII secolo. L’obiettivo di questa ricerca è proporre un’esperienza vivida di come potesse essere la realtà violinistica veneziana figurandosi un immaginario viaggio nel tempo.

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La Compagnia de Violini presenta un programma dedicato ai virtuosi violinisti e compositori, che fecero parte dell’orchestra della Real Cappella nel Regno di Napoli all’inizio XVIII secolo. Figura centrale del programma è Giuseppe Antonio Avitrano. Nato nel 1670, entrò a far parte della Real Cappella nel 1690, rimanendone membro fino alla morte avvenuta nel 1756.

Dopo aver pubblicato le sue prime opere, due serie di dieci sonate da chiesa op. I e II, dedicate a Marzio Carafa duca di Maddaloni (1650 – 1703), Avitrano dà alle stampe le sue “Sonate a Quattro, tre violini col basso per l’organo op II” nel 1713, sostenendo che: “conoscendo apertamente, la perfetta armonia consistere nella composizione di quattro parti, ho voluto far prova di me medesimo in facendo a tre Violini queste, per quel ch’io sappia, da altri del mio mestiere non tentata finora”.

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La Compagnia de Violini propone un viaggio armonico, avente come filo conduttore la particolare ed elaborata forma musicale della sonata per quattro violini e basso continuo.

La serata si apre con un’introduzione: l’esecuzione di uno spettacolare brano tratto dalle “Sonate concertate in stil moderno” di Dario Castello.
Musico Della Serenissima Signoria di Venetia in S.Marco all’inizio del secolo XVII, Dario Castello dà alle stampe due raccolte di sonate in cui diversi organici sono chiamati ad illustrare la maestria e l’estrema espressiva fantasia del compositore. La sonata XVII, originariamente composta per 2 cornetti e 2 violini, presenta un interessante artificio molto caro ai compositori del periodo barocco: il suonare o cantare in Ecco. I due violini sulla scena dialogano vivacemente e ardentemente tra loro quando, ad un certo punto, vengono interrotti e commentati da altri due violini che suonano in eco.

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Il programma vuole creare un ideale collegamento musicale tra Andrea Zani, compositore e virtuoso di violino nato a Casalmaggiore nel 1696, e le due figure di compositori veneziani che probabilmente influenzarono di più la sua vita artistica: Antonio Vivaldi e Antonio Caldara. Questo legame armonico si realizza nella proposta di un repertorio cameristico molto importante all’epoca ma forse ancora poco frequentato e conosciuto al giorno d’oggi: quello della sonata a tre. La forma
compositiva della sonata a tre, in cui due violini dialogano sostenuti e sorretti dal basso continuo, era una forma privilegiata e imprescindibile tramite cui i giovani musicisti si presentavano al grande pubblico, dando prova della loro maestria nella tecnica compositiva, nell’inventiva armonica, melodica ed espressiva.

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La musica sovente sopravvive al tempo nella misura in cui la carta lo fa. Nel caso dello straordinario compositore veneziano, varie opere sono giunte a noi incomplete.

Attraverso una vita di studio e di amore profondo, Alessandro Ciccolini si pone l’obiettivo di ricostruire il lavoro del Prete Rosso andato perduto. I concerti per vari strumenti solistici qui elencati sono arrivati a noi incompleti sia in alcune parti sia in interi movimenti. Più che un progetto di ricostruzione, re-Vivaldi si può identificare nell’eredità sensibile e viva che l’amore per la musica rivela negli occhi di uno studioso assoluto e devoto.

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Secondo la leggenda, Adriano era un ufficiale romano vissuto in Nicomedia verso la fine del III secolo d.C. Dopo aver visto con quanta rassegnazione i cristiani sopportavano la tortura, si convertì alla loro fede e fu per questo imprigionato. 

Natalia, la sua giovane moglie segretamente cristiana, le fu vicino confortandolo con le sue preghiere e fu testimone delle torture a cui fu sottoposto prima dell’esecuzione. La vicenda si svolge durante il regno dell’imperatore Massimiano, il quale osteggiò la conversione di Adriano, suo stimato ufficiale, e lo punì per apostasia. 

Claudio, grande amico di Adriano, agì per conto di Massimiano cercando di persuadere il Santo a ricusare la nuova fede, ma non ci riuscì e diventò suo nemico acerrimo, rallegrandosi della condanna a morte emessa dall’Imperatore. I quattro personaggi sono attentamente caratterizzati nel libretto di Stampiglia, ognuno di essi ha una personalità ben definita e tratteggiata con estrema cura e un messaggio da comunicare. Cuore della narrazione è il conflitto esistente tra valori pagani e cristiani, che emerge chiaramente dai dialoghi serrati fra Adriano e Claudio, con argomentazioni di squisito carattere morale.

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Francesco II d’Este è una figura emblematica della seconda metà del XVII secolo. Amante sin dalla tenera età della musica, è a questa che dedicò grande attenzione durante tutto il suo regno. Questa grande passione rende Modena un centro musicale di spicco grazie alla presenza dei migliori compositori dell’epoca.

Numerosi furono in quegli anni i concerti, le opere e gli oratori composti per la corte ducale. La forte vocazione religiosa della corte estense trova un perfetto connubio con la musica e il canto degli oratori. Questo programma si concentra sulle figure sacre femminili che furono esaltate in musica durante questo fecondo periodo storico. Attraverso le arie e le sinfonie di questi oratori si propone un’idea di teatro sacro che fu paradigma di un modello che trovò diffusione in tutta Europa.

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